Giochi d’azzardo: Ci vuole un cambio radicale

miglioramento gioco d'azzardo

Indubbiamente, la vita è ciclica e quando si parla della crisi economica che il nostro Paese sta passando da qualche anno non può che inevitabilmente far ritornare alla mente la grande depressione del 1929 e, sopratutto, riesce a portare alla luce i tanti rischi che ogni singolo Paese poteva incontrare sul suo cammino. In effetti, i nostri tempi hanno, ahimè, troppe e tante analogie con quel particolare momento storico anche se, ovviamente, qualsiasi comparazione è diversa.

Se si vuole ripercorrere la storia di quel momento. si legge di banche che fallivano, della disoccupazione dilagante e di movimenti politici che catturavano l’attenzione del sociale che vagava senza più fiducia, ma sperando in una sorta di “rivoluzione” che potesse mettere apposto le cose. Quindi, che differenza possiamo ravvisare con il nostro periodo storico? Quasi nessuna, sembra di ritrovarci “in allora”, ma con la consapevolezza per il futuro che “allora” si è riusciti ad uscire dalla crisi, cosa che dovrebbe concretizzarsi anche ai giorni nostri. Infatti, l’economia mondiale allora si è ripresa, è ripartita ed ha potuto raggiungere momenti di estremo benessere che si sono diffusi negli anni successivi.

É anche pur vero che la crisi di oggi è senza dubbio minore di quella degli anni Trenta, ma quello che manca ed “il momento del cambiamento”, uno scenario nuovo, specie a livello politico perché se il Paese deve cambiare deve avere gente e politici nuovi al timone che possa studiare e predisporre il piano di riforme nel quale si dovrebbe ricomprendere anche quella del mondo del gioco.

Sì, proprio i giochi presenti nei casino online che sono in attesa del cambiamento di sistema ormai da tantissimo tempo: attende una riorganizzazione ed una riforma che lo renda sostenibile rispetto a quasivoglia punto di osservazione. L’unica cosa che forse si potrebbe mettere concretamente “a conteggio” è che in Italia non sembra pensabile far sparire un’offerta di gioco lecito, perché le conseguenze potrebbero essere deleterie: quindi, il fenomeno gioco va affrontato una volta per tutte con serietà e concretamente. Smettendola, sopratutto, di intervenire solo con provvedimenti di emergenza e di breve vita, da una finanziaria ad un’altra senza pensare ad un piano completo e compiuto che nessuna legislazione ha voluto affrontare.

Per prendere qualche idea per risolvere la questione dei giochi non servirebbe neppure andare tanto lontano, dall’altro capo dell’Oceano, sarebbe sufficiente guardare “il cambio di sistema” operato attraverso Tony Blair nel Regno Unito: negli anni ’90 venne introdotta la discussa destinazione di scopo dei proventi dei giochi, inserendo anche il fondo per lo Sport che, oggi, viene considerato una sorta di modello.

Nel nostro Paese, invece, la strada della riforma dei casino mobile italiani è ancora impervia e si allontana dalle grandi riforme. E questo anche se questa settimana pre-natalizia potrebbe rivelarsi decisiva per il futuro del comparto con la nomina dei sottosegretari ed una successiva nuova riunione della Conferenza Unificata che potrebbe riaffrontare la materia del gioco pubblico, magari in forma definitiva. Senza dimenticare che la situazione del settore è completamente allo sbando e sottoporre dei nuovi sviluppi potrebbe essere assolutamente positivo, ma bisognerebbe trovare qualcuno che si preoccupi del futuro prossimo ed imminente. Si crede che il mondo del gioco non possa più attendere e quello che anche i più sanno è che neppure il Paese può più attendere: senza un “nuovo sistema” saranno in tante a farne le spese.