Il declino del gioco d’azzardo delle slot machine

Sempre più rilevante è la contrazione delle attività del gioco lecito: dall’Alto Adige alla Campania, dalla Lombardia alla Puglia, dalla Liguria alla Toscana il numero delle sale scommesse autorizzate, di sale dedicate al gioco lecito con autorizzazione della Questura, di società di gestione e di produzione di apparecchi da intrattenimento che chiudono o che “limitano” la propria attività continua a crescere. Le slot machine perdono mediamente l’8-8,5% della raccolta ogni anno dal 2011, le Vlt aumentano il rispettivo volume di giocate solo per l’aumento degli esemplari “messi in esercizio, mentre tutti gli altri giochi a stento contengono la flessione che ormai da quattro anni caratterizza tutto il mondo del gioco lecito. Sembra, però, che questi dati non interessino più nessuno.

Ormai ha solo importanza “guerreggiare” contro il gioco in generale -non preoccupandosi, quindi, di tutto l’indotto che gravita intorno- e quasi non ci si preoccupa di “osteggiare” il gioco illecito: eppure lo Stato ed il nostro Erario hanno fatto conto degli introiti che il mondo del gioco lecito può mettere a disposizione! Mediaticamente è passato il messaggio che il gioco lecito in Italia “non è normale” e quindi non “è tutelabile”: per dirla con franchezza è anche difficile chiedere proprio al gioco lecito quel requisito di “normalità” che si trova raramente in ogni segmento della Nazione. Purtroppo l’ultimo esempio fornito dal nostro “attivo Parlamento Renziano” è stata l’approvazione in Commissione di un disegno legge che introduce una “moratoria” di cinque anni per il comparto del gioco. Bella mossa davvero….